Un sogno nel cassetto
Sono passati ormai 10 anni da quando ho deciso che avrei voluto trasformare la mia passione per la fotografia in un lavoro, in particolare buttandomi nel mondo dei matrimoni.
Era il 2015 per essere precisi e a seguito di alcuni corsi fotografici svolti da Fotorotastudio a Lecco, mi trovo a parlare con Luigi, il responsabile, della possibilità di iniziare, con la stagione 2016, a fare per lo studio qualche matrimonio.
Luigi mi propone un iniziale percorso di formazione sul campo, con la promessa (poi ampiamente mantenuta) di darmi del lavoro una volta imparato a dovere quanto necessario per camminare con le mie gambe.
Ricorderò sempre quella chiacchierata con Luigi, che sarà poi il mio primo e più grande maestro di fotografia di matrimonio: mi diede sin da subito una grande fiducia e mi spiegò un sacco di cose importanti e fondamentali per provare a navigare nel mondo dei matrimoni. Ricordo anche che mi chiese perché volevo fare il fotografo ai matrimoni e subito gli risposi: “Perché mi piace raccontare le emozioni della gente. Il mio sogno è di arrivare a fare matrimoni senza dover dire una parola catturando tutte le emozioni più belle di quel giorno importante”.
Fu l’inizio di un percorso! Il mio sogno di spontaneità assoluta rimase lì un po’ fermo, perché prima di tutto è necessario fare un bel po’ di esperienza sul campo, macinare matrimoni, errori tecnici e non, inquadrature tentate e fallite, matrimoni lunghi, matrimoni corti e così via dicendo.
Il precorso è stato (ed è tutt’ora) molto lungo e l’evoluzione è continua, ma a distanza di questi quasi 10 anni mi sono ritrovato, come ho già raccontato in un precedente articolo (Rinnovare, evolvere, ripartire) a dovermi fermare un secondo, fare un profondo respiro e rimettere in discussione tante cose, per poi ripartire!
E in quella fase di studio, riflessione, rinnovamento è ritornato a galla quel sogno e quel desiderio, che oggi ho deciso di impegnarmi a portare avanti, un passo alla volta, ma con più decisione.
Fare Reportage
Chiunque cerchi o parli con fotografi di matrimoni sente spesso nominare la parola “Reportage”, che sia perché il servizio fotografico viene definito reportagistico, sia perché quando si parla del servizio si parla di fare “reportage” dell’evento.
Ma cosa significa “fare reportage”?
In termini generali per reportage si intende un genere fotografico che fornisce informazioni e si occupa d’indagare e documentare vari aspetti della realtà.
Chiaramente stiamo parlando di un termine inventato ed usato al di fuori del mondo della fotografia di matrimonio, e poi riportato ed utilizzato a volte impropriamente in molti altri ambiti.
Fare reportage nel mondo dei matrimoni viene utilizzato, dal mio punto di vista, per far capire agli sposi che ci sono una serie di momenti all’interno del matrimonio che verranno catturati in modo spontaneo. Ed è sicuramente vero! Prendiamo ad esempio la cerimonia, i balli a fine serata, alcuni momenti del pranzo o della cena.
Il matrimonio è quindi tendenzialmente un’alternanza di momenti di vero reportage con momenti diretti e impostati!
Raccontare e documentare
Nella mia testa però c’era qualcosa di diverso. E questa idea ha preso sempre più spazio anche grazie al mentoring fatto con Matteo Carta nel corso dell’ultimo anno.
Ci sono molti momenti durante il matrimonio che si tendono ad impostare, spesso nel mio caso specifico più per avere la certezza del risultato fotografico che per vera necessità.
Se il mio sogno è quello di raccontare e documentare in maniera del tutto reportagistica quello che succede durante un matrimonio, allora devo anche riuscire a cogliere tutte quelle sfumature emotive più sincere e più vere che nascono anche nei momenti più banali.
E per fare questo penso sia necessario “interferire” sempre meno in tutte le occasioni, adattando le mie inquadrature e il mio modo di fotografare alla situazione che sta nascendo spontaneamente.
Una sfida per me personalmente: sia perché lavorare sempre più spontaneamente ti costringe a cercare modi sempre più dinamici per adattarti alle situazioni, anche dove la luce non è la migliore che potresti avere, o dove gli spazi non sono perfetti e le inquadrature non sono pulite da ogni genere di elementi di disturbo, sia perché in un momento in cui la fotografia di matrimonio spinge molto verso lo stile editoriale, con foto sempre più posate e pulite da copertina, milioni di foto di dettagli stupendi e allestimenti da prima pagina, mi ritrovo a navigare un po’ controcorrente!
Scegliere uno stile
Chi mi conosce sa che le sfide non mi hanno mai fermato.
Il punto non è seguire o non seguire una moda, una tendenza, un mercato.
E non è nemmeno che fare matrimoni facendo fotografie classiche, redazionali, reportagistiche o documentaristiche sia meglio o peggio uno dell’altro.
Il punto è solo quello di scegliere uno stile fotografico preciso e di portarlo avanti!
E’ lavorare dando il massimo delle proprie capacità e delle proprie attitudini per dare agli sposi il risultato migliore che puoi dare.
La mia sensibilità è sempre stata attratta dalle emozioni, dai momenti veri, dai piccoli gesti d’intimità tra le persone, anche dai più banali che poi nella realtà rappresentano l’affetto più grande e sincero.
In questi anni ho sempre fotografato di tutto: allestimenti, Tableau Mariage, fiori, vestiti, scarpe, persone, coppie, amici e fratelli. E continuerò a fare tutto questo! Ma questi primi anni di esperienza nel vasto mondo della fotografia di matrimonio mi hanno fatto capire una cosa: la cosa che più mi piace fotografare sono le emozioni delle persone, sono i sorrisi sinceri, i pianti per la gioia o per la tensione, i brividi di emozione prima dell’arrivo in chiesa, le risate, i balli sfrenati e le carezze spontanee tra due sposi.
Questi momenti veri, queste emozioni spontanee sono e saranno la mia priorità!
E per farlo al meglio devo riuscire a stare il più possibile in silenzio, in disparte, lasciando che le cose succedano semplicemente come devono succedere.
Da qui in poi sta a voi decidere di mostrarmi chi siete.
Se lo desidererete io sarò li con voi: a raccontare le vostre storie, a catturare le vostre emozioni.










Se volete scoprire di più sul mio stile e sul mio modo di lavorare, potete visionare la pagina In cosa credo e la pagina FAQ del mio sito.
Infine nella sezione Storie troverete dei racconti di matrimoni che ho avuto la fortuna e la gioia di poter documentare.
