PLAY

Basta coi soliti clichè

ALT! 🚨 FERMATI SUBITO!

Leggi con attenzione queste prime righe, sei ancora in tempo a bloccarti.
Questo articolo parla di scelte di stile, decisioni e approccio personale.

⚠️ ED E’ VOLUTAMENTE PROVOCATORIO. ⚠️

Perché?
Perché oggi vorrei smontare qualche piccolo clichè che spesso capita di sentire quando si parla di fotografi e fotografia di matrimonio.

Che tu sia una coppia di sposi, un fornitore del mondo wedding, un collega fotografo o videomaker, se non sei disposto (sempre e comunque in buona fede e con un sorriso) a farti provocare da questo articolo, allora esci pure dalla pagina e passa ad un altro contenuto. ⛔

Che ne dici? Iniziamo?
Via con il primo argomento!

Lo “zio con la reflex”

Un grande classico: presente più o meno a quasi tutti i matrimoni in diverse formule e in diverse evoluzioni. Da quello che scatta con l’ipad o il tablet, passando dalla reflex entry level fino ad arrivare a quello che “ha in mano più attrezzatura di quella che uso io”.
Cari zii, zie, cugini, cugine, nonne, nonni, invitati e amici con la reflex, vi dirò qualcosa che gli altri fotografi non vi dicono: potete fare tutte le foto che volete.
Non mi interessa e non mi dà fastidio, girate con la vostra macchina fotografica e fate tutto quello che ritenete necessario.
Volete sapere perché?
– Perché la foto che state facendo voi non è quella che sto facendo io: abbiamo due ruoli diversi e abbiamo due approcci e visioni diverse. Il mio scatto non sarà mai come quello che fate voi! E viceversa!
– Se ho bisogno di spazio per fare una foto o di una determinata posizione sarà mio compito prendermelo e nel caso, con cortesia, chiedere di poterlo mantenere! E state tranquilli cari fotografi appassionati: accanto a me un posto c’è sempre se volete fotografare anche voi.
– Se siete stufi o stanchi o volete fare altro, bhè siete liberi di mettere la macchina nella borsa, perché avete una grande certezza: ci sono io che ho ricevuto l’incarico di fotografare tutto il necessario!
– E se lo zio finisce nella foto mentre fa la foto? Bhè che importa, alla fine è pur sempre lo zio!

La guerra ai cellulari

Direi che il passaggio è facile, dallo zio con la reflex agli invitati che fanno foto e video coi telefoni!
Ingresso in chiesa, l’arrivo alla location, la torta, il primo ballo.
I classici momenti in cui tutti vorrebbero avere un ricordo personale.
Anche qui andrò un po’ controcorrente dicendovi che, se c’è qualcuno che può chiedervi di non usare i telefoni e di godervi il momento, quelle persone sono solo tre: la sposa, lo sposo e voi stessi.
Io? Io no di certo. Saranno anche fatti vostri cosa fate col telefono!
Io fotografo quello che succede, e la mia foto non sarà più o meno emotiva o significativa se durante l’ingresso in chiesa la sposa piange col papà che la porta a braccetto, e di sfondo ho 4 cellulari o meno!
Io sono pagato per guardare quella giornata attraverso un obiettivo, è il mio compito.
Voi no, voi potete scegliere la prospettiva che ritenete migliore per voi stessi!
La scelta è semplicemente questa: è più importante per te avere il ricordo in video sul cellulare o aver vissuto il momento e basta? Ognuno sceglie la sua strada!

Chiudo dicendo a tutti gli invitati, che siano zii o amici, mamme o conoscenti, che abbiano un cellulare o una macchina fotografica da 5000 euro… per quanto mi riguarda siete liberi di fare quello che più vi fa stare bene durante una giornata così importante, ma ricordate:
– di essere sempre educati e rispettosi del luogo o della situazione in cui vi trovate;
– di rispettare il volere degli sposi qualora diano indicazioni precise sull’argomento;
– di lasciare la possibilità a tutti i fornitori di svolgere il loro lavoro nel modo migliore possibile;
– di godervi la giornata e di dedicare il tempo alle persone che sono lì con voi.

Al lavoro ovunque, sempre e comunque

Non vorrei lasciarvi troppo male, ma vi dirò qualcosa che potrebbe stupirvi:
– non lavoro in macchina mentre mi sposto, che sia per andare in trasferta o che sia per un viaggio privato, e nemmeno in treno o in aereo: normalmente o guido (perché mi piace e mi rilassa) o guardo il paesaggio, ascolto musica, mi godo il viaggio e la compagnia delle persone;
– non lavoro per giorni di fila senza sosta fino alle 4 di notte post producendo foto a tutto spiano anche in orari improbabili: dopo le 19.00/20.00 (orari che faccio soprattutto per appuntamenti con chi prima non può) il mio cervello si spegne e ha bisogno di riposare. Faccio già la stagione estiva in cui gli orari sono dettati dagli eventi che fotografo, di certo non passo tutto l’inverno a lavorare ad orari assurdi;
– ad agosto mentre voi tutti siete al mare, o a Natale durante le feste, io non sto davanti al computer a lavorare e post produrre mille matrimoni, ma faccio più o meno quello che fanno gli altri: sto a casa con la mia famiglia o vado in montagna! Mi riposo in vista della seconda parte della stagione che inizia a settembre o dell’inizio del nuovo anno;
– non pubblico foto con scritto “DAY OFF” mentre sono in palestra a preparami per le fatiche dell’estate, o mentre sono in montagna a guadare l’orizzonte, e soprattutto non lo faccio come se fosse una cosa rara e che mi sono guadagnato a fatica: lo faccio a prescindere il più spesso possibile, come qualsiasi altra persona fa o dovrebbe fare regolarmente;
– credo che le urgenze, quelle vere siano altre: le foto possono arrivare un giorno prima o un giorno dopo. Garantisco da contratto dei tempi di consegna dei lavori che svolgo, e a quelli mi attengo. Le rare volte che capita che sono in ritardo posso decidere di lavorare qualche ora in più e recuperare o mi riaccordo con gli sposi, se prendo un contratto nuovo in un periodo congestionato do dei tempi di consegna più lunghi. Ma quando esco dallo studio o finisco un evento, il lavoro lo lascio lì dove deve stare.

Il nostro lavoro è il più importante

Il nostro lavoro, di fotografi e videomaker, durante un matrimonio è ESTREMAMENTE IMPORTANTE! Ma non IL PIÙ importante.
Ogni fornitore e ogni componente della giornata ha una sua rilevanza e contribuisce alla buona riuscita di tutto.
“L’unica cosa che vi resta dopo, sono le foto e i video, il nostro è il lavoro più importante”.
Vero e indiscutibile, ma facciamo una riflessione: che foto (o video) faremmo noi se il DJ non facesse ballare nessuno e in nessun momento, se la cucina non dà da mangiare cose buone agli invitati regalandogli un sorriso (a quella povera anima in cucina che fa sempre lo stesso risotto per 100 e passa giorni di fila, non pensa mai nessuno?), se non ci fossero fiori da nessuna parte a rendere più bello il posto in cui ci troviamo, se lo staff della location non organizzasse tutto nel migliore dei modi e non tenesse in ordine il giardino o le sale della villa o del ristorante.
Se per fare due foto in più, il risotto arriva scotto e gli sposi lo mangiano freddo, che servizio ho dato nel garantire la qualità dell’evento a cui sto lavorando?
Il nostro ruolo è importante, emotivamente forte, fondamentale nel regalare un ricordo indelebile che duri nel tempo, ma non può essere tale senza il lavoro che viene svolto da tutti gli altri!

Non sono un wedding planner

Esatto!

Non sono un wedding planner!

Non organizzo momenti, non faccio spostare la gente, non decido gli orari, non faccio scalette dettagliate di quello che dovete fare e quando, non curo l’estetica degli allestimenti.
Esistono ruoli e persone pagate e competenti nel fare tutto quello che occorre e che gira intorno ad un matrimonio: wedding planner, responsabili della location, capi sala, musicisti, fioristi, sarte, parrucchieri, truccatrici e tanti altri.
Date a ogni fornitore il suo ruolo e lasciate che ognuno lavori al meglio in quello che gli compete.
Io sono un fotografo, e pensate un po’, durante un matrimonio… faccio solo le foto!

Ultime date disponibili, aperte le prenotazioni

Una cosa che non ho mai capito, sono le pubblicazioni online di “Aperte le prenotazioni per la prossima stagione” o “Ultime date disponibili”.
Ora, magari sono l’unico fotografo di matrimoni al mondo che a settembre non ha ancora riempito il calendario (e in tal caso complimenti a tutti gli altri), ma non ho mai capito il senso di questo tipo di comunicazione!
– Il mio calendario delle prenotazioni non apre e non chiude: se volete sposarvi nel 2030 potete chiamarmi anche domani!
– La stagione non è mai piena. Se mi chiami per domani e sono disponibile e nelle condizioni di essere presente, puoi prenotare il matrimonio. Se ho un altro evento, anche a distanza di due anni, non sarò più reperibile perché voglio essere presente personalmente ad ogni matrimonio che scelgo di raccontare.
– Se arrivo al numero “limite” di matrimoni che vorrei fare ma con la coppia che mi contatta troviamo gli accordi giusti il matrimonio lo faccio comunque, pertanto il mio calendario non è mai pieno!

Se è possibile trovare la soluzione giusta sia per me che per gli sposi, un posto si trova per tutti!

Vabbè tanto c’è Photoshop, lo cancelli dopo con l’IA

Frase sentita e risentita spesso e volentieri da sposi, invitati, zii, imbucati, fornitori e anche qualche collega ogni tanto.
Anche qui non vorrei lasciarvi troppo male ma …
Photoshop non fa miracoli! È vero, l’IA ha fatto fare passi da gigante alle possibili rimozioni, ricostruzioni e modifiche che oggi possiamo fare, ma per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando. Tutte le lavorazioni eccessive sugli scatti originali rendono la foto artefatta o inutilizzabile. Non rimuovo persone, non faccio sparire pali, non elimino case, non sposto quadri e non cambio la viabilità del comune in cui vi sposate.
Non lo faccio per scelta e perché non lo ritengo necessario!
Cerco l’inquadratura migliore sempre e comunque (a volte ci riesco a volte no) ma metto sempre al primo posto il momento e l’importanza di quello che sta accadendo: se la foto è forte e vera lo è anche se di sfondo c’è una persona che passa, se si vede una macchina parcheggiata o se si intravede un cartello che entra nella scena!
Non chiedo di ripetere abbracci, non sposto l’arredamento di casa vostra, non prendo foto scattate col 24 e le taglio come se fossero scattate col 200!
Se serve correggere un po’ il taglio o chiudere l’esposizione in certe parti per rendere meno evidenti certi elementi lo farò sicuramente, ma se una foto la ritengo sbagliata, non elimino mille cose per renderla pulita, semplicemente la scarto, ne troverò un’altra valida dopo!

Ho scelto di fotografare la realtà, e di dare importanza a quello che davvero succede, è una scelta di stile e una battaglia personale che porto avanti, consapevole dei suoi punti di forza e anche dei suoi limiti.

Anche per questo motivo non delego la lavorazione dei miei file ad altri, e per ora ho anche scelto di non usare programmi di Intelligenza Artificiale che facciano la lavorazione al mio posto. Non perché non li ritenga validi, anzi tutto il contrario, ma perché in questo momento la mia fotografia, e tutto quello che ne consegue come la post-produzione, è in un momento di forte evoluzione e ho bisogno di lavorare, testare, post produrre i file da zero nella ricerca della soluzione migliore.

Ho “pestato troppo duro”?

Se sei arrivato a leggere fino a qui vuol dire che non è andata poi così male.
Allora abuserò della tua pazienza e ti chiedo di leggere queste ultime riflessioni, che sono davvero importanti!

Ci tengo a dire a tutti che la fotografia in generale, e quindi anche quella di matrimonio, è un mondo vasto e pieno di sfaccettature: ogni professionista porta avanti una propria visione, applica un proprio metodo di comunicazione, fa scelte differenti.
Non esiste un giusto ed uno sbagliato in assoluto, ma esistono persone diverse che svolgono la stessa professioni con diverse caratteristiche.
Esattamente come esistono sposi diversi con diversi sogni, progetti, peculiarità.
Il bello di tutto questo è che ognuno può scegliere la figura più idonea per se.
Quello che ho fatto con questo articolo è stato semplicemente mettere in campo, con un po’ di voluto spirito provocatorio, quelle che sono le mie scelte e i miei punti di vista!

Non era mia intenzione giudicare nessuno, né dire che quello che faccio io è meglio di quello che fanno altri! Anzi, voleva essere un modo per aprire con forza qualche riflessione.

Se a qualcuno ho per caso dato fastidio, chiedo scusa, non era mia intenzione!
Però una cosa la devo dire: se non avessi voluto farti provocare, saresti potuto uscire subito, eri stato avvisato sin dall’inizio! 😅


Cookie Policy

Ulteriori informazioni sulla nostra Cookie Policy